RIFF Movies Archive

Appropriazione 1. Racconti di guerra



Italy, 2018, Digital - Color - 45 minuti

DIRECTED BY:
Gabriele Marroni e Valentina Pez

CAST:
Bruno Fabietti, Silvia Dolciami

SCREENPLAY:
-

PHOTOGRAPHY:
Gabriele Marroni

EDITING:
Gabriele Marroni

MUSIC:
Gabriele Marroni

SOUND:
Gabriele Marroni

PRODUCER:
Valentina Pez

PRODUCTION:
Collettivo Melkanaa

WORLD SALES:
-

STORY DESCRIPTION:

LOGLINE: Appropriazione 1. Racconti di guerra non è un lm canonico. È un espe- rimento audiovisivo. È una chiave di lettura del presente. È la manipo- lazione dell’archivio – degli archivi – per fare in modo che la storia non rimanga il materiale sterile dell’ibernazione accademica, ma che trovi un’applicazione pratica nella ri essione sul contemporaneo. È ricordo. È una guerra. È la guerra. È caduta e rinascita. È errore digitale e glitch visivo e mentale. È la testimonianza, il racconto, l’oralità. È lo sforzo della ricostruzione cronologica di una vita intera. È lo straordinario nell’ordinario. È associazione sinestetica. È l’ossimoro delle memorie contemporanee.SINOSSI: Appropriazione 1. Racconti di guerra è il racconto di un uomo comune, che, alla soglia dei suoi 90 anni, si trova a fare i conti con i ricordi del suo passato e a ripercorrere gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza vissuti durante il Fascismo e la Seconda Guerra Mondiale. Ma la ricostruzione di eventi che risalgono a decenni prima richiede uno sforzo non indifferente per la mente, perché questa incorre in interferenze, in errori e nella naturale sovrapposizione dei ricordi del presente a quelli del passato. Un lm sulla fatica, dunque. Sulla fatica del vivere e su quella del ricordare. Sulle debolezze insite nei sistemi di archiviazione della memoria, incapaci di strat- i care secondo un corretto ordine cronologico il continuo sovrascriversi degli eventi. Il lm nasce, pertanto, dallo scontro tra la necessità della ricostruzione crono- logica del ricordo e la uidità del racconto orale, che invece si basa su libere associazioni di pensiero. Ma le immagini del passato, tanto quelle della mente quanto quelle dell’archiv- io, non sono storicizzate: tramite un preciso approccio al montaggio, diventano, invece, parte di un discorso sul contemporaneo, sull’attuale, sul presente. Solo questo può essere il senso del chiamare in causa la storia. Appropriazione 1. Racconti di guerra parla dei piccoli eventi quotidiani che i civili, lontani dagli scenari della macro-storia che tutti conosciamo, vivono. Eventi che in uiscono a lungo termine sulla vita di questi ultimi. È un racconto di guerra, delle guerre passate e di quelle presenti; è il racconto di un racconto, delle forme possibili in cui la testimonianza si esprime; è il racconto di un uomo comune, straordinario nella sua ordinarietà. Il lm parla di tutto questo: di demolizione e di costruzione, di conservazione del vecchio e di ri essione sul nuovo. Parla di sovraccarico: digitale, mentale, in- formativo, materico. Parla, in ne, di come il passato possa diventare una chiave di lettura ef cace per leggere meglio il presente.
DIRECTOR BIOGRAPHICAL NOTE:

GABRIELE MARRONI nasce a Chiusi (SI) nel 1988. Nel 2014 si laurea in Belle Arti all’Università Po- litecnica di Valencia, dove sperimenta nel campo del cinema, della pittura, dell’installazione e dell’arte sonora. Dal 2014 risiede in Italia, dove lavora come montatore, direttore della fotogra a e aiuto regista. Nel 2016 frequenta il Master Cinema del Reale presso l’Università Roma Tre, dove è tra i fondatori del Collet- tivo Melkanaa, con cui co-dirige il lm Fuoricampo, di cui rma anche la colonna sonora originale.VALENTINA PEZ nasce a Pescara nel 1991. Svolge i suoi studi presso l’Università Roma Tre, dove nel 2014 consegue la laurea in DAMS e nel 2016 in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale, specializzandosi in sceneggiatura, produzione e criti- ca cinematogra ca. Nel 2016 si iscrive al Master Cinema del Reale presso la stessa Università, dove è tra i membri fondatori del Collettivo Melkanaa, con il quale co-dirige il lm Fuoricampo.BIOGRAFIA DEL COLLETTIVO Il collettivo Melkanaa è un collettivo audiovisivo indipendente nell’ambito del documentario, nato all’in- terno del Master Cinema del Reale dell’Università degli Studi Roma Tre. È un collettivo composto da 13 giovani autori che provengono da diversi ambiti artis- tici e accademici, dal cinema alle arti plastiche, dalla storia dell’arte alle scienze sociali. Melkanaa in lingua mandinga signi ca le cose che verranno. “Fuoricam- po”, presentato a numerosi festival e vincitore della menzione d’onore al RIFF, è il primo lavoro realizzato dal collettivo.

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