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Along the surface



Italy, 2016, - Color - 33

DIRECTED BY:
Elia Misesti

EDITING:
Elia Misesti

SOUND:
Elia Misesti

STORY DESCRIPTION:

I sentieri urbani di tutti i giorni sono accomunati da un grande corpo che li unifica: la strada. In questo documentario, la strada è individuata come un corpo ideologico, una grande madre che accoglie tutti, mentre la superficie di essa diviene il mezzo fisico su cui si ritrova qualunque cittadino. Proprio sopra questa superficie si sviluppa un mondo parallelo a quello che si vive negli spazi interni della città: è il mondo umano della strada, che crea un ambiente unico e caratterizza l'autenticità di esso. Il documentario va ad avvicinarsi ad alcune di queste realtà e segue i personaggi nelle loro attività (lavori); grande attenzione viene data ai processi e ai tempi che determinano ogni attività. Il documentario, però, non vuole parlare solo dei personaggi presentati, ma parlare anche (attraverso di loro) della città, dei suoi ambienti e dei suoni che li caratterizza. Il focus del film è proprio questo: mostrare alcune realtà umane, attraverso gli ambienti, le persone che li vivono e i suoni che caratterizzano questi mondi urbani. I diversi stili di ripresa, per la necessità di trattare ogni situazione in un modo particolare, provano a guidare lo spettatore in questo caos pragmatico e a mostrargli la varietà della vita di strada. Quest'occhio che entra in contatto con le realtà mostrate, guarderà i personaggi da diverse prospettive: a volte analizzandoli e cercando anche di catturare il loro personale punto di vista, a volte osservandoli da un punto fisso, in altre lasciandosi semplicemente guidare sulla cosiddetta superficie. La struttura è costruita in modo che le sequenze si richiamino vicendevolmente: la prima richiama l'ultima, il mix del secondo e terzo personaggio richiamano la quinta e la sesta sequenza, la quarta funge da snodo centrale. Nella prima e nell'ultima sequenza arriviamo anche a sostituirci col punto di vista del personaggio, prendendo in prestito il personale luogo di lavoro e cercando di immedesimarsi nella sensibilità del lavoratore e nelle tempistiche correlate con la specifica attività; in questi due casi particolari, il documentario prova anche ad entrare in contatto con gli oggetti e gli strumenti che contraddistinguono quel tipo di lavoratore. I diversi stili di ripresa e i tempi dei tagli sono pensati per rappresentare al meglio il personaggio e il suo lavoro. Il corpo è stato sviluppato come se fosse un viaggio di un'intera giornata attraverso questa strada-madre, per mostrare che c'è sempre qualcosa che accade nella superficie della città: la strada come un entità che vive in un continuo flusso senza fine. Il documentario è ambientato ad Istanbul, città dinamica che vive intensamente questo sentimento di socialità vissuta negli esterni o, più semplicemente, lungo la superficie.
DIRECTOR BIOGRAPHICAL NOTE:

Studente all'ultimo anno del biennio in “Arti multimediali del cinema e del video” presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. In questo percorso accademico ho potuto sviluppare un linguaggio filmico personale che, legato alla passione per il viaggio, mi ha portato all'elaborazione di questo documentario nei mesi di scambio universitario in Turchia. Vivo attualmente a Milano, dove ho terminato i primi studi universitari nel 2014, diplomandomi nell'indirizzo “Comunicazione, media e pubblicità” presso l'università IULM. Significative e importanti per lo sviluppo del mio pensiero sono state le esperienze all'estero: oltre a quella già citata in Turchia, tra il 2015 e il 2016, l'anno vissuto a Londra tra il 2009 e il 2010, e l'anno a Buenos Aires tra il 2012 e il 2013. Le altre principali passioni che mi hanno accompagnato in questo percorso sono la musica, la fotografia e il calcio.

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